Audiovisione, nelle parole di Michel Chion che ha coniato il termine, è la modalità di percezione per cui nei media audiovisivi, (film, serie, spot pubblicitari, ecc.) la comprensione dello spettatore è orientata non solo dalle immagini, ma anche dalla colonna sonora.
Non si “vede” la stessa cosa quando si sente; non si “sente” la stessa cosa quando si vede, dice Chion.
Allora vi propongo una piccola lista (parziale e lacunosa, beninteso) di film “romantici” la cui espressività deriva dalla qualità del racconto, dalla recitazione e dalle immagini ma sale di livello grazie alle musiche che interagiscono con la trama, caratterizzano i personaggi, mandano segnali allo spettatore, stimolano connessioni e non servono solo per confermare stereotipi.
Per ogni film indico titolo, regista, anno e allego il link Spotify alla colonna sonora. Se volete, scrivete nei commenti quali altri film potrebbero arricchire la lista.
Buona visione…e buon San Valentino!
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In the Mood for Love (Wong Kar-wai, 2000)
Tema musicale di Shigeru Umebayashi
Basta il tema di Yumehi con il suo valzer a farci immergere nell’atmosfera scura e notturna del film, immobile e illusoria come la trama. Ci sono anche alcune chicche, come i brani spagnoleggianti cantati da Nat King Cole e Bryan Ferry.
La forma dell’acqua (Guillermo del Toro, 2017)
Musica di Alexandre Desplat
Desplat è bravissimo a creare atmosfere eteree e oniriche con la musica, e qui forse raggiunge l’apice della sua ispirazione. Il tema di Elisa è minimalista e tenero, con la fisarmonica che rimanda a Il favoloso mondo di Amélie e le musiche di Yann Tiersen.
Le pagine della nostra vita / Notebook (Nick Cassavetes, 2004)
Musica di Aaron Zigman
Il tema musicale principale è debitore del tema d’amore di Ennio Morricone in La leggenda del pianista sull’oceano di Tornatore. Commovente il cameo della madre del regista, Gena Rowlands, leggendaria musa del marito John Cassavetes nei suoi film (Gloria, una notte d’estate su tutti).
Stregata dalla Luna (Norman Jewison, 1987)
Musica di artisti vari
Spassosissimo spaccato della Little Italy newyorkese degli anni Ottanta, vale la pena di vederlo per la scena in cui Ronnie Cammareri (Nicholas Cage) invita al Metropolitan Loretta Castorini (Cher) per La bohème di Puccini. La loro stretta di mano sulle note di “Lasciamoci così, senza rancor” mette in connessione i personaggi del film con quelli del melodramma, creando un vero e proprio stereotipo che ritroveremo in film successivi, da Pretty Woman (Garry Marshall, 1990) a Match Point (Woody Allen, 2005).
Moulin Rouge (Baz Luhrmann, 2001)
Musica di artisti vari
Un musical atipico, con innumerevoli estratti, citazioni ed elaborazioni di brani pop disseminati per tutto il film. Una sfida per gli appassionati su un intreccio, ambientato nella Parigi di fine Ottocento, che molto deve alla Traviata di Giuseppe Verdi
Lussuria – Seduzione e tradimento (Ang Lee, 2007)
Musica di Alexandre Desplat
Nella Shangai degli anni Quaranta occupata dai giapponesi una studentessa arruolata per sedurre il potente direttore del servizio segreto finisce per innamorarsene, con le conseguenze del caso. La musica di Desplat è efficacissima, accompagna la vicenda con uno sguardo immobile. Un tocco di classe l’inserimento del tenerissimo Intermezzo op. 118 n. 2 di Johannes Brahms.
Questione di tempo (Richard Curtis, 2013)
Musica di autori vari
Bella storia d’amore per gli amanti dei viaggi nel tempo. Nella colonna sonora, tra Amy Winehouse, Cure, Nick Cave, Paul Buchanan, Groove Armanda, a sorpresa spuntano Il Mondo di Jimmy Fontana e il rarefatto Spiegel im Spiegel di Arvo Pärt, che ritroveremo lo stesso anno in Gravity di Alfonso Cuarón e perfino nel tredicesimo episodio della quarta stagione (2020) della serie fantasy The Good Place!
